Ciao Lettore, vuoi diventare Editore?

a cura dell’Ass.ne Cult. Rhymers’ Club

 Ciao Lettore. Ciao, diciamo proprio a te. C’è un libro che ti cerca, lo sai? Di più! C’è un libro di cui potresti essere editore con un investimento di soli 5 euro. Già, con soli 5 euro TU diventi editore e possessore di un libro di 130 pagine.

T’interessa? Vuoi sapere come funziona?

Funziona che il libro ora non esiste. Esistono solo un mucchietto di parole messe in fila nel modo giusto per farti cagare sotto dall’emozione.

Seguici.

LettoriEditori del Rhymers’ Club è la formula più innovativa che esista oggi per pubblicare un libro in Italia.

Partendo dalla considerazione che è il lettore il motore dell’editoria ci siamo detti che il vero editore è il lettore.
Meglio. Abbiamo aggiunto. Oggi il lettore subisce le proposte editoriali delle case editrici. Giusto?
Ma, visto che il lettore è il motore dell’editoria perché non facciamo decidere al lettore cosa vuole leggere? Così è nata l’idea di LettoriEditori.

L’autore propone. Il Rhymers’ Club valuta, consiglia, squaderna, impagina, reimposta, picchia, sbaciucchia la proposta editoriale e, infine, l’impacchetta sul sito www.produzionidalbasso.com .

Ora c’è “game’s lover” di Raffaele Niro.

Se vai sul sito www.produzionidalbasso.com puoi leggiucchiare di cos’è “game’s lover” e diventare il suo editore prenotando almeno una copia.

Quando si paga? C’è tempo. I soldi te li chiederemo tra due mesi. Sì, tra due mesi. E tra due mesi dovrai pagare un libro, di cui sarai editore, solo 5 euro a copia.

Sai perché questo libro costa meno del cocktail che stai sorseggiando?

Perché abbiamo eliminato il problema della distribuzione dei libri facendo diventare ieditore direttamente il lettore.

Oggi un libro di 130 pagine con copertina plastificata e di formato A5 quanto lo paga?

Te lo diciamo noi. Non meno di 10 euro.

Con soli 5 euro hai un libro di cui sei editore. Il tuo nome comparirà nel libro in qualità di LettoreEditore. Capisci dov’è la rivoluzione?

Cosa devi fare? Sei curioso, eh?!

Devi andare a visitare il sito www.produzionidalbasso.com , smanettare per il login, e prenotare almeno una copia di “game’s lover”, il nuovo libro di Raffaele Niro, lo stesso che scrive FuturoINTERIORE su questo giornale.

Sei ancora lì?

games lover - il libro

game's lover - il libro

le carte 2007-2008

le carte 2007-2008

incalzai i tuoi piedi freddi, mantide,
e trovai Atlantide tra le tue cosce
dove nasce e s’incammina il Nilo
con ago e filo a ricamare il fiume

bastò l’humus ad educare il seme
con tutto quel che preme, punto. virgola,
punto e virgola; come la punteggiatura
di una partitura per sole cavallette

così, solo con la falce delle lancette,
amore tra virgolette, ho mietuto il grano,
sacrificale abbandono, accento speso male
da un animale dai tempi ed i modi randagi

così, solo, sui quadranti degli orologi
ho arroccato pregi inventandomi passi
per evitare i sassi delle ore piene
e cantilene e cantilene col tuo nome

cosà la vita sarà il confine del tuo reame
io, le tue trame, le custodirò in un palmo
a spalmare il salmo dei giorni a rate/ore
tra l’ingresso amore e l’uscita quel che sei

(a Fabiola-Musapapà)

tradurrai questi versi
nella lingua con la quale conversi

gli occhi sono aeroporti
il nostro volo partirà
sull’ultima di queste parole

ma sorvola per ora
e accomoda due nuvole
con residui fili di speranza
e lega al dito un’amaca di giornata
dove far ciondolare
l’eco della nostra glossolalia

c’è una mancanza

questa cielitudine cigola
al crocicchio della verbalità

l’abitudine a strofinarci
di fronzoli e frivolezze
dimora ancora tra le pareti
della nostra poetica
che scroscia atmosfere
di rara intensità

questo è il mormorio d’oggi
il rollio dei suoi motori

quando
il passato non è ancora passato
anzi, quel che è stato
è stato salvato
con calligrafia di presente
nelle scatolerie dei vocabolari

ricordi
mi scordavo di venire
nella tua lingua
per il piacere
di suonare al futuro

ho sempre avuto uteri
temporali
da seminare di me, da me

prenderti i tempi
e ridendo bagnarti
ci ha morso i gomiti
nello smarrimento
delle carte d’imbarco

siamo clandestini
ai nostri destini

i nostri permessi di soggiorno
sono scaduti

ho provato a falsificarli

avessi solo usato
un po’ più di colore
probabilmente
la nostra strada
ora
sarebbe un’aurora

ma sul filo dei nostri orizzonti
i doganieri di Montale
non hanno creduto alle nostre versioni

il volo è partito e senza di noi

tu resti
la Madonna n. 3 di Munch
ed io il suo urlo

il nostro il furto
del poema dell’amore
della vita e della morte

eravamo ladri in fuga felici
ora torniamo alla ricerca

nessun rancore

solo un po’
di dolore

ma passerà prima o poi

ahi!

poco prima d’imparare altre lingue
di provarle a baciare
questa volta nel modo indicativo
nel tempo presente

e tradurrai questi versi
nella lingua con la quale conversi

“I poeti non hanno il pudore delle proprie esperienze: le sfruttano…”
Friedrich W. Nietzsche

Ero tua, autore.
La chiave a parola,
il mio nome.

Ero tua, autore.
Raggio del cerchio,
la tua firma.

Ero tua, autore.
Gomma dell’assafetida,
la medicina.

Ero tua, autore.
I fiori a grappolo dell’asfodelo,
le api.

Ero tua, autore.
La consonante errata di averai,
la tua lingua.

Ero tua, autore.
L’architettura di un aggetto,
la bellezza.

Ero tua, autore.
L’osservatorio sul promontorio,
Palomar.

Ero tua, autore.
Le ali dell’aquilone,
l’inquietudine.

Ero tua, autore.
La sorgente del vento,
il canto.

Ero tua, autore.
La grammatica dello splendore,
il punto luce.

Ero tua, autore.
La virgola dell’oscurità,
la paura.

Ero tua, autore.
L’olezzo del puzzo,
l’assonanza.

Ero tua, autore.
La polvere dello smeriglio,
la lucidatura.

Ero tua, autore.
L’allegria del ghirigoro,
La fantasia.

Ero tua, autore.
Un concerto strumentale,
il coro.

Ero tua, autore.
La carne attorno all’osso,
il midollo.

Ero tua, autore.
Il pensiero sacrilego,
la religione.

Ero tua, autore.
L’opzione del permesso,
la libertà.

Ero tua, autore.
L’adrenalina fiammante,
i freni.

Ero tua, autore.
L’amore in motocicletta,
l’aria.

Ero tua, autore.
L’abitudine dell’ossigeno,
la perdita.

Ero tua, autore.
La tua vita,
la tua poesia.

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
i donatori di parole sono:

Rosamaria Caputi, promontorio
Donatella D’Angelo, aquilone
Rosanna Passavanti, splendore
Lara Arvasi, smeriglio
Matteo Marolla, Averai
Antonella d’Ambrosio, cerchio
Filippo Loro, assafetida
Margaret Commellato, ghirigoro
Paolo Calvo, strumentale
Lucia Pinto, asfodelo
Graziella Giacobbe, osso
Matteo Antonacci, aggetto
Rina Accardo, puzzo
Daniele Piscitelli, sacrilego
Francois Selvaggio, Vento
Marina Niro, permesso
Linda Manganelli, fiammante
Francesca Lombardi, ossigeno
Giulia De Nicola, perdita
Fabiola Marassà, motocicletta
Michele Di Salvo, parola
Margherita Pagliero, oscurità

Ci sono cose
che non hanno case.

Più di tutte quella cosa
figlia del caso.

I casi sono due:
quando ti pesi
o quando ti posi.

Eppure quel coso
è la tua casa.

stanotte
impasterò
domattina
e
prima
dell’alba
infornerò
un
buongiorno
che
sarà
caldo
in
tempo
per
la
tua
colazione

nel
primo
morso
ci
sarà
il
mio
bacio

ora
però
devo
strizzare
i
vocabolari
e
far
scivolare
lungo
i
canali
di
scolo
tutte
quelle
parole
che
fanno
un
linguaggio
non
più
adatto
alla
nostra
comunicazione

e
anche
sfibrare
la
trama
di
questa
poesia
con
una
rima
che
prende
la
curva
larga
troppo
larga
per
chi
si
ama
tanto
che
sarà
un
bacio
di
dama

afrasia

Ci sono quelli che quando è …è per sempre. Ci sono quelli che non gli basta uno neanche per il presente. Ci sono quelli che lo scambiano. Ci sono quelli che lo amano però non riescono a non tradirlo. Ci sono quelli che se ne fregano e lo tradiscono e poi fanno scenate di gelosia quando ad essere traditi sono loro. Ci sono quelli che mai un regalo in tutta la vita. Ci sono quelli che un fiore al giorno. Ci sono quelli che un diamante è per sempre. Ci sono quelli che lo fanno strano. Ci sono quelli che lo fanno a cicli regolari. Ci sono quelli che lo fanno una volta tanto. Ci sono quelli che lo fanno tanto. Ci sono quelli che aspettano la domenica, il giorno del signore. Ci sono quelli che lo fanno in un albergo ad ore. Ci sono quelli che non mi va. Ci sono quelli che Anto’ fa caldo. Ci sono quelli che solo se è protetto. Ci sono quelli che mai sotto un tetto. Ci sono quelli che a letto a letto a letto. Ci sono quelli che Federica la mano amica. Ci sono quelli che con la cugina è più divina. Ci sono quelli che pagano. Ci sono quelli che si fanno pagare. Ci sono quelli che solo dopo l’altare. Ci sono quelli che dietro l’altare. Ci sono quelli che ti ha detto niente la mamma? Ci sono quelli che finalmente a quarantenni cantano osanna, osanna. Ci sono quelli che aspettano la novità al sexy shop. Ci sono quelli che con gli animali. Ci sono quelli che con i bambini. Ci sono quelli che sono animali. Ci sono quelli che aspettano la guerra per stuprare la donna del nemico. Ci sono quelli che con il migliore amico. Ci sono quelli che con l’altro sesso. Ci sono quelli che con lo stesso sesso. Ci sono quelli che con il fratello o la sorella. Ci sono quelli che col padre o con la madre. Ci sono quelli che hanno un chiodo fisso. Ci sono quelli che non batte chiodo. Ci sono quelli che non c’è sesso senza amore. Ci sono quelli che d’amore si muore. Ci sono quelli che lo fanno e non lo dicono. Ci sono quelli che lo dicono e non lo fanno. Ci sono quelli che guardano. Ci sono quelli che scrivono. Ci sono quelli che leggono. Ci sono tutti che amano una donna, un uomo, un cane, un gatto, un cavallo, un coccodrillo, un pipistrello, un armadillo, un posto fisso, Silvio Berlusconi, l’ultima valletta, l’144, il 118, lo 06 per chi chiama da fuori Roma, l’aroma di un assente, eppure nessuno, dell’amore, ci ha ancora capito niente.

Prima notte

Prendo Il Lato Ancora Romanzato
e disegno mappe per il mattino disorganizzato.

Tutta la notte ho raccolto stelle a sonagli
da applicare col sole ai tuoi ventagli.

Seconda notte

Se la prima notte ci può stare
la seconda diventa già un vizio
dal verso che non trova la strada
della mia carta da lettera, ma che
riesce a raggomitolarsi nella curva
a sorriso dei tuoi occhi ed a perdersi
dietro le curve della ragion veduta.

Ora la musa della notte
ha le chiavi per entrare
in un sogno a piacere dei suoi
e sbattere le ciglia in faccia,
come fossero porte,
all’intruso dalle parole d’ariete
usate a sproposito
nella sua notte sogniporosa.