Archivi Giornalieri: Luglio 9th, 2008

 

Il Contastorie Project (distretto del Rhymers’ Club di San Severo) in collaborazione con il Comune di San Paolo di Civitate – Assessorato alle politiche giovanili – Sportello all’educazione alla pace ed alla nonviolenza,

presenta

“Passi poetici…di giustizia sociale”.

 

I Contastorie ci metteranno la voce, ma i protagonisti assoluti della serata saranno le poesie tratte da “Passi” ed “Inventario verticale” di Michele Mimmo e le canzoni tratte da “Il canzoniere di San Severo” di Nazario Tartaglione.

 

L’appuntamento è per venerdì 11 luglio alle ore 21.00 presso la Villa Comunale di San Paolo di Civitate.

 

Vi aspettiamo numerosi.

scarica la locandina: passi.pdf

 

  La specie dei librai è in via d’estinzione. La lotta del resto è impari. Nel nostro paese si legge pochissimo e il libro se va bene lo si regala a Natale. Una volta fare il mestiere di libraio era tutta un’altra cosa. Anche il libraio non era costretto a calarsi quotidianamente nei panni del magazziniere e del contabile e dell’analista finanziario specializzato in redditività a metro quadro, né si ritrovava a passare ore e ore davanti al terminale per inserire i nuovi titoli di cui sopra “a computer”. Così aveva perfino un po’ di tempo per sfogliare i libri freschi di stampa e farsene un’idea e poi suggerirli ai suoi clienti in base ai loro gusti o alle loro esigenze. In questo senso talvolta il libraio oltre a essere un commerciante sapeva anche essere una specie di fido consigliere, o addirittura di medico dell’anima. Allora il libraio conosceva a memoria i cataloghi delle varie case editrici. Cosa che pretendeva anche dai suoi collaboratori. Adesso naturalmente non serve più. Ci pensano le macchine. Risultato: qualche settimana fa, una mia amica è entrata in una libreria inaugurata di recente, e quando ha chiesto La Certosa di Parma si è sentita rispondere: <<Che lei sappia, è una novità?>>.

continua su “I quaderni dell’orsa n. 4″ – giugno 2008

per info: www.libreriaorsaminore.it

dal sito www.sanseveresi.com

Coraggioso e lodevole lo spettacolo svoltosi ieri sera il P.zza Castello in occasione del ventennale della morte di Andrea Pazienza .
Matteo Marolla con gli interventi di Luigi Minischetti e Raffaele Niro hanno letto biografie su PAZ da “Il giovane Pazienza” di Enrico Fraccacreta, “Gli ultimi giorni di Pompeo”, una delle opere più importanti e significative di Andrea, e poi ancora testi e poesie personali.
Nonostante il traffico continuasse a rumoreggiare indisturbato, il pubblico si è dimostrato attento e curioso, è emersa senz’altro la consapevolezza del genio di un artista che ha dato tanto a San Severo, ma resta ancora troppo ignorato dalla città.
E’ un desiderio di molti quello di vedere moltiplicare queste iniziative affinchè non restino solo delle ricorrenze ventennali.

di Fabio Tota (sanseveresi.com)

link all’articolo

Intervista Immaginaria a Oscar Wilde

per recensire “detti e aforismi” di Oscar Wilde ed. Bur

[D] Sig. Wilde, le anticipo che non è mio mestiere fare domande. Ciò premesso inizierei proprio col chiederLe cosa pensa delle domande e come si pone nel rispondere.

[R] Noto, infatti, che sei teso. Spero di tranquillizzarti dicendoti che vale sempre la pena fare una domanda, ma non sempre vale la pena dare una risposta. Questo perché le domande non sono mai indiscrete: a volte lo sono le risposte.

[D] Cos’è la vita per Lei?

[R] La vita non è altro che un brutto quarto d’ora composto di momenti squisiti. Non vi è segreto della vita. Lo scopo della vita, se ne ha uno, consiste semplicemente nella ricerca continua delle tentazioni. E non ve ne sono abbastanza. Mi accade talvolta di trascorrere una intera giornata senza imbattermi in una sola tentazione. È veramente spaventoso. Fa tanto temere per l’avvenire.

[D] Quindi c’è o non c’è un segreto per vivere meglio la vita?

[R] Ebbene, il segreto della vita, dato che insisti, è l’arte. Solo l’arte può offrirci un rifugio contro i sordidi pericoli dell’esistenza perché lo scopo dell’arte non è la semplice verità ma la complicata bellezza.

[D] Può definire la bellezza?

[R] La bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come sabbia, le credenze si succedono l’una all’altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l’eternità. Gli adoratori della bellezza saranno sempre giudicati dal mondo come visionari.

[D] Quindi i cultori della bellezza saranno costretti a recludersi nel paese di Utopia?

[R] Una mappa del mondo che non comprende il paese dell’Utopia è indegna di uno sguardo, perché ignora il solo paese al quale l’Umanità approda continuamente. E quando l’Umanità vi getta le ancore, sta in vedetta, e scorgendo un paese migliore, di nuovo fa vela. Il progresso non è altro che l’avverarsi delle utopie, anche se, a onor del vero, la società perdona spesso al delinquente, non perdona mai al sognatore.

 

pubblicata su “Il Caffé” di giugno 2008

Ciao fagotto di carne e sogni, sono due giorni che non ti penso e mi sento un po in colpa. Tua madre, poi, dice che sono due giorni che non ti avverte. Dice che due giorni fa ha sentito la prima fitta, dal giorno della comunicazione telepatica da parte dell’Ufficio per il Mantenimento Demografico, e poi niente. Silenzio cosmico. Tantè che vorrebbe fare un controllo. Io provo a tranquillizzarla, a dirle di non preoccuparsi, che se non ti sente è meglio perché sintende che larmonia tra madre e figlio già cè.
Fagottino, detta tra me e te, sono tutte balle!
Fatti sentire che ci rassereniamo tutti. Ah, ho poi riflettuto: niente calci però, non ti voglio canaglia prima ancora di nascere! Pensavo. Una carezzina, magari, ogni tanto. Lei ti sente, si gratta un po, le viene da ridere e non solo per via del solletico. Ridere, sai, le fa un bene, ma un bene che quando nascerai e vedrai tua madre da fuori, invece che da dentro, capirai e mi darai ragione.

Ipsilon. Mi raccomando. Una carezza sola. Ogni tanto. Spesso.

Ti confido una cosa: sai, i giorni indimenticabili nella vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.
È una frase che diceva sempre mio padre, tuo nonno. Diceva anche, che il giorno in cui nacqui io, era stato, per lui, uno di quelli. Diceva. Sì, diceva sempre, uno scrittore famoso diceva…. Uno scrittore famoso. Ma non ricordava più chi fosse. E si arrovellava per questa sopraggiunta ignoranza. Oggi lho scoperto, per caso, leggendo lo spam del giorno. Ipsilon, ti sembrerà strano, quasi un’iperbole arzigogolata. Anzi, senza il quasi. Ma oggi, per il sol fatto di aver scoperto l’autore di quella frase, per me, è uno di quei giorni importanti. Il primo, forse, della mia vita. Pensa.

Il mio tempo sta scadendo. Fagottino di carne e sogni, fatti sentire. Accarezza tua madre da farle il solletico. Perché tua madre quando ride è bella come un desiderio.

Facciamo che ti penso, Ipsilon, promesso.
Oasi 174517,
120
° giorno dell’anno 2058

 

pubblicato su “Il Caffé” di giugno 2008

 

“Un ponte tra carcere e società”, è il tema del convegno che approfondirà il tema del volontariato nei penitenziari
La Caritas Diocesana di San Severo e l’Associazione di Volontariato Penitenziario “Nuovi Orizzonti” in collaborazione con il Centro Sociale di Volontariato (CSV) Daunia hanno organizzato un Convegno Formativo sul tema: “Un ponte tra carcere e società. Testimonianze di volontariato e solidarietà”. L’incontro è previsto alle giovedì 15 maggio alle 18.30 presso “Casa Eirene” in via Daunia, 41. Al convegno interverranno Monsignor Lucio Angelo Renna, Vescovo di San Severo e Presidente della Caritas Diocesana, Michele Santarelli, Sindaco di San Severo, Giorgio Di Munno, dirigente del commissariato locale, Davide di Florio, Direttore dell’Istituto Penale di San Severo e Padre Carmelo di Giovanni, sacerdote pallottino, Cappellano dei detenuti italiani a Londra. Le conclusioni saranno affidate a Dino d’Aloia, Responsabile dell’Associazione “Nuovi Orizzonti”. La tavola rotonda sarà moderata da Raffaele Niro, volontario dell’Associazione “Nuovi Orizzonti”. “La Caritas con la sua attività di animazione alla testimonianza della carità nella comunità cristiana e nel territorio – afferma don Andrea Pupilla, Vicedirettore della Caritas sanseverese – esprime l’attenzione della Chiesa verso le persone detenute, facendosi carico dei loro bisogni, puntando al pieno reinserimento socio-lavorativo, attuando percorsi di liberazione dentro e fuori il carcere, promuovendo attività di volontariato all’interno del carcere con la speranza di costruire ponti con il territorio che talvolta sembra ignorare questa realtà”. “E’ bene far passare a tutti anche attraverso le “sbarre” la Buona Notizia – aggiunge don Andrea – ed è con questa convinzione che ascolteremo la testimonianza di un prete pallottino, padre Carmelo, che da 35 anni si occupa degli italiani detenuti nelle carceri di Londra e della
comunità degli emigrati italiani all’estero”.

Marilia Castelli, ditrettrice della testata giornalistica online www.sansevero.tv

guarda il video di sansevero.tv

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Trent’anni fa un ragazzo di trent’anni, Peppino Impastato, conduceva un programma di satira (Onda Pazza) in una radio libera (Radio Aut). Oggi i co-conduttori di quell’esperienza, Salvo Vitale e Guido Orlando, sono i curatori di “Onda Pazza. Le otto trasmissioni satirico-schizzofreniche di Peppino Impastato” con cd -audio allegato (Ed. Stampa Alternativa) contenente anche l’ultima registrazione che firmò la sua condanna a morte.

Impastato nacque in una famiglia mafiosa. Sembrava, dunque, che avesse un destino segnato. Un futuro da capo mafia, ma ancora ragazzo si ribellò, ruppe con il padre ed avviò un’attività politico-culturale antimafiosa. Da subito l’impegno politico. Poi condusse le lotte dei contadini espropriati, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costitui il gruppo “Musica e cultura” con il quale svolse attività culturali quali cineforum, musica, teatro e dibattiti. Nel 1976 fondò, assieme ad alcuni compagni, “Radio Aut”, radio libera autofinanziata, per proporre controinformazione e denuncia: “Aut” come autonoma e, rifacendosi alla pronuncia dell’inglese out, fuori dagli schemi comunicativi imposti dal potere. Il programma più seguito era “Onda pazza”, trasmissione satirica che aveva come epicentro la denuncia esplicita della mafia e delle sue connessioni politiche utilizzando un’arma non convenzionale: lo sberleffo. In “Onda pazza” tutti i potenti locali diventavano personaggi immaginari di una “cretina commedia” ambientata nel paese di Mafiopoli dove il boss Gaetano Badalamenti, ad esempio, diventava “Tano seduto”. Nel 1978 si candidò alle elezioni comunali, ma venne assassinato in piena campagna elettorale, con una carica di tritolo in bocca e sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Era il nove maggio 1978. Stampa, forze dell’ordine e magistratura subito parlarono di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, di suicidio. Così volle la mafia. Onda pazza ci spiega perché.

 

recensione pubblicata su “Il Caffé” di maggio 2008

Oggi si è rotto il televisore di casa. Da quando sono nato non mi era mai accaduta una cosa così grave. Per di più, io e tua madre, siamo stati colpevoli di non essercene accorti e, dunque, di non aver chiesto lintervento dei vigili del fuoco nel tot temporale stabilito. Sì, perché dobbiamo chiedere lintervento entro venti minuti dalla rottura.
Sai che lavevo rimosso?! Al televisore non ci faccio più caso da quando…non me lo ricordo neanche più da quanto! Forse da sempre. Anche perché lasciarsi guardare dal televisore è una delle dieci regole fondamentali a cui si devono attenere i client.
E poi, diciamocela tutta, io facevo affidamento su tua madre. Lei al televisore ci tiene! Ma da quando ci sei tu, che le balli dentro, è cambiata un po. Questo te l’avevo già detto, no?! Si distrae in continuazione. Spesso osserva il movimento delle dune del deserto. Al di là della nostra oasi. Assente.

Pensa. I vigili del fuoco hanno riscontrato che il televisore non ci ha ripresi per quasi due ore. Pensa. Non hanno potuto fare a meno di segnalarci allAutorità di Controllo. Pensa. Ora la nostra casa sarà sottoposta ad un ciclo di scansioni quotidiane ed approfondite. Pensa. Ora siamo sospettati di aver superato i limiti di autonomia stabiliti dall’Amministratore Delegato di Terra Co. Pensa. I vigili del fuoco erano molto provati. Pensa. Ci hanno confidato che il nostro televisore non è stato lunico a rompersi oggi. Pensa. Ce ne sono stati molti altri. Pensa. Ipotizzavano, addirittura, che il Gates Centrale avesse subìto, proprio oggi, pensa, lattacco più potente della nostra era da parte dei formichieri, gli hackers del deserto.

A proposito. Sarai già in grado di pensare?!
Dici che un ingegnere genetico queste cose dovrebbe saperle?!
Hmm. E questo pensiero me lo hai trasmesso telepaticamente o me lo sono inventato di sana pianta?!

Hmm. Mi provochi?! Hmm.

Questa frase è falsa?
La risposta puoi darmela anche la prossima settimana.

Ipsilon, pensa.

Oasi 174517,
113° giorno dell’anno 2058

 

pubblicato su “Il Caffé” di maggio 2008