La specie dei librai è in via d’estinzione. La lotta del resto è impari. Nel nostro paese si legge pochissimo e il libro se va bene lo si regala a Natale. Una volta fare il mestiere di libraio era tutta un’altra cosa. Anche il libraio non era costretto a calarsi quotidianamente nei panni del magazziniere e del contabile e dell’analista finanziario specializzato in redditività a metro quadro, né si ritrovava a passare ore e ore davanti al terminale per inserire i nuovi titoli di cui sopra “a computer”. Così aveva perfino un po’ di tempo per sfogliare i libri freschi di stampa e farsene un’idea e poi suggerirli ai suoi clienti in base ai loro gusti o alle loro esigenze. In questo senso talvolta il libraio oltre a essere un commerciante sapeva anche essere una specie di fido consigliere, o addirittura di medico dell’anima. Allora il libraio conosceva a memoria i cataloghi delle varie case editrici. Cosa che pretendeva anche dai suoi collaboratori. Adesso naturalmente non serve più. Ci pensano le macchine. Risultato: qualche settimana fa, una mia amica è entrata in una libreria inaugurata di recente, e quando ha chiesto La Certosa di Parma si è sentita rispondere: <<Che lei sappia, è una novità?>>.

continua su “I quaderni dell’orsa n. 4″ – giugno 2008

per info: www.libreriaorsaminore.it

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