Intervista Immaginaria a Oscar Wilde

per recensire “detti e aforismi” di Oscar Wilde ed. Bur

[D] Sig. Wilde, le anticipo che non è mio mestiere fare domande. Ciò premesso inizierei proprio col chiederLe cosa pensa delle domande e come si pone nel rispondere.

[R] Noto, infatti, che sei teso. Spero di tranquillizzarti dicendoti che vale sempre la pena fare una domanda, ma non sempre vale la pena dare una risposta. Questo perché le domande non sono mai indiscrete: a volte lo sono le risposte.

[D] Cos’è la vita per Lei?

[R] La vita non è altro che un brutto quarto d’ora composto di momenti squisiti. Non vi è segreto della vita. Lo scopo della vita, se ne ha uno, consiste semplicemente nella ricerca continua delle tentazioni. E non ve ne sono abbastanza. Mi accade talvolta di trascorrere una intera giornata senza imbattermi in una sola tentazione. È veramente spaventoso. Fa tanto temere per l’avvenire.

[D] Quindi c’è o non c’è un segreto per vivere meglio la vita?

[R] Ebbene, il segreto della vita, dato che insisti, è l’arte. Solo l’arte può offrirci un rifugio contro i sordidi pericoli dell’esistenza perché lo scopo dell’arte non è la semplice verità ma la complicata bellezza.

[D] Può definire la bellezza?

[R] La bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come sabbia, le credenze si succedono l’una all’altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l’eternità. Gli adoratori della bellezza saranno sempre giudicati dal mondo come visionari.

[D] Quindi i cultori della bellezza saranno costretti a recludersi nel paese di Utopia?

[R] Una mappa del mondo che non comprende il paese dell’Utopia è indegna di uno sguardo, perché ignora il solo paese al quale l’Umanità approda continuamente. E quando l’Umanità vi getta le ancore, sta in vedetta, e scorgendo un paese migliore, di nuovo fa vela. Il progresso non è altro che l’avverarsi delle utopie, anche se, a onor del vero, la società perdona spesso al delinquente, non perdona mai al sognatore.

 

pubblicata su “Il Caffé” di giugno 2008

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