“Se come autore non sono questo granché ed è quindi normale che in fatto di premi razzoli poco, non avevo mai pensato, nemmeno nei miei sogni più lussuriosamente narcisistici, di beccare un premio in quanto editore.
Invece è successo.
Davvero.
Non mi sto inventando tutto.
Ma a che titolo prende un premio un editore, mi chiedo - visto che non me l’ero mai chiesto prima?
Perché, immagino, ha visto giusto. Ha trovato gli autori giusti che hanno scritto il libro giusto.
«Sì, ma il merito è degli autori, in sostanza».
È quello che penso anch’io. Né più né meno.
Gli autori si chiamano: Rudy D’Alembert (alias Rodolfo Clerico), Piotr Silverbramhs (alias Piero Fabbri) e Alice Riddle (alias Francesca Ortenzio). Tutti e tre insieme hanno scritto Rudi Simmetrie, un volume nato dalla lunga attività di pubblicazione della rivista telematica o e-zine dei Rudi Mathematici.
È bene chiarire che in matematica, al liceo, non ero particolarmente brillante. Capire, capivo, ma ero (e sono) catastrofico nel calcolo. Righe saltate, numeri trascritti male, disordine, caos. Ma non il glorioso Caos delle nuove matematiche, piuttosto un caos tapino, pasticcione, casalingo e per nulla trendy.
Ho conosciuto i Rudi Mathematici attraverso la mediazione di Raffaele Niro, poeta e uomo saggio ma appassionato (non ce ne sono molti in giro, meglio segnalare i pochi che lo sono) e ho cominciato a ricevere la e-zine per e-mail.
Quando si è introdotti in un «giro» ci si attende fatalmente linguaggi ermetici, piccoli snobismi, codici per iniziati e autostima al limite superiore dell’asticella. Ecco, i RM sono l’esatto contrario di questo genere di «giri». Sono aperti, disponibili, simpatici ma anche rigorosi, curiosi e parzialmente svitati, in omaggio alla prevenzione esistente che chi capisce la matematica deve essere per forza un po’ strano.
A conquistarmi fin dall’inizio le e-mail che accompagnavano la rivista. Che la presentavano, è vero, ma che soprattutto ne anticipavano l’approccio - divertito, irriverente, erudito senza spocchia e talvolta soavemente maligno.
Nella rivista in sé - viste le mie problematiche competenze matematiche - non sono praticamente mai avanzato oltre l’articolo iniziale, in genere dedicato alla storia della matematica. Ma mi accontento, e ne ho motivo. Per quelli come me soggiornare nell’anticamera della Scienza è già un bel soggiornare.
Sto facendo promozione?
No. Sono sincero fino all’ultima virgoletta.
Quando ci è arrivata la proposta di pubblicarli - sia pure in una tiratura da biglietto d’invito per la festa di un teen-ager - non abbiamo avuto molti dubbi.
Non sono passato al pluralia maiestatis.
Semplicemente CS_libri non sono (soltanto) io, ma siamo almeno in tre. Uno dei quali (non io) padroneggia abbastanza la matematica da distinguere un’equazione da una schedina del totocalcio. Più altri collaboratori estemporanei, volontari o occasionali, curiosi esseri contenti di dare una mano a creare qualcosa.
Strano di questi tempi, vero?
I «nostri tre», comunque, sono stati recentemente arruolati da Le Scienze per tenere una rubrica di matematica ricreativa & divulgativa e stanno scrivendo un prossimo libro che uscirà ancora con CS_libri.
Ne ho visto le bozze qualche giorno fa. Di sfuggita perchè sono state subite requisite dall’esperta matematica. «Promette di essere anche meglio del precedente», ha detto l’esperta. E io ho annuito con fare sicuro, cercando di dare l’idea che se fosse stato peggiore sicuramente me ne sarei accorto.
Tutti noi di CS_libri, comunque, e io per primo - visto che il blog è a nome mio - ringraziamo i «nostri» autori (frase che trovo già in sé incredibilmente divertente) per aver scritto qualcosa di tanto importante e significativo da prendere un premio anche a nome di noi tutti.
Continuate così, ragazzi.”
di Massimo Citi dal suo blog