Ciao Ypsilon,
durante questa settimana sono accadute cose da pazzi. Io ho cambiato sesso. Tua madre è diventata una bambina. Siamo stati adottati da due nonnini ottantenni usciti fuori catalogo. Il sole è stato sospeso nel cielo per sette giorni e sette notti. La luna dalla rabbia è diventata nera. L’AD, l’Amministratore Delegato di Terra & Co. è andato di matto ed ha convertito tutte le produzioni in laboratori di poesia. Sì, hai capito bene. Poesia. Tutti i client, istintivamente, hanno iniziato a fare scorte di pilloline di pasta asciutta e di bistecche di maiale. Il deserto che circondava la nostra Oasi è sprofondato sotto ondate schiumose di acqua. Al minuto milleventiquattro di oggi ho pensato di fermare il tempo ed il tempo si è fermato. Così. D’incanto. Io, capisci, ho fermato il tempo. Così poi ho pensato che magari riuscivo a fare anche altro, con la sola forza dei desideri. Ci ho provato. Così ho desiderato che tutto tornasse al posto suo. E così è stato. Io sono tornato maschio. Tua madre è tornata adulta. La parola nonni è stata cancellata da tutti i file. Il sole è tornato ad inseguire la luna. La luna s’è fatta rossa dall’emozione. L’AD ha decretato che si aumentasse la produzione di pilloline di pasta asciutta e di bistecche mantenendo fisso il numero di ore lavorate. Il deserto che circonda la nostra Oasi ha continuato ad avanzare inesorabile bevendosi il mare. Al minuto milleventiquattro, dopo sessanta secondi è succeduto il minuto milleventicinque. Tua madre entra di corsa nei miei pensieri e mi dice che l’Ufficio per il mantenimento demografico le ha comunicato che sarai una femminuccia. Ypsilon. Sarai una donna. Custodirai il segreto della vita. E lo tramanderai. Avrai modo di sviscerare il motore della vita. Tu potrai provare a capirne il mistero. Indaga, piccola. Diventa detective. Fatti spia. E quando l’avrai carpito tienitelo per te e tramandalo, solamente. Dal canto mio ti posso dire che ho intuito che il segreto della vita sta nell’amore. Ed è questa la parola che ti dono questa volta. Sarai una femminuccia. Sarai donna. E dell’amore non ti devo dire niente. Anzi. Se dovessi essere ancora vivo quando nascerai, insegnamelo. Mi servirà per morire meglio.
Ora vado ad alfabetizzarmi da tua madre,
il tuo primo alunno.
Oasi 174517,
204° giorno dell’anno 2058
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pubblicato su “Il Caffé” giugno 2009
2 Commenti
Grazie per averci chiamate custodi del segreto della vita. E’ vero che lo siamo, anche se ci costa tanta fatica durante il percorso della nostra esistenza. Non importa se portiamo tanti fardelli per essere madri, ma a noi sole è concesso di sentirvi palpitare e scalciare in ogni ora della giornata dentro di noi e vi sentiremo fino all’ultimo nostro istante, è il fammoso cordone cordone ombelicale, che nessuno riuscirà a tagliare. Alla tua mamma fai leggere tutte queste cose che vai scrivendo in Futuro interiore? Certanente é felice di averti, per la gioia di sapersi così amata dal suo figliolo poeta delicato e pieno di tanto sentimento nei suoi confronti. Bravo!!!
A distanza di tempo ho riletto questa puntata e voglio dirti che ancora spero che tu cambi parere circa la conclusione molto triste dopo l’attesa così tenera e piena di sentimento che ci regali in ogni puntata. La nascita è pur sempre un inno alla vita, bene prezioso che ci è stato donato senza nessun nostro merito. Forse sei molto pessimista anche non lo dai a vedere. Sei giovane e hai ancora un grande dose di tempo per vivere e dare un senso alla tua vita e a vederne le realizzazioni che sogni di raggiungere e che per il momento ti sembrano chimere. Hai detto che i sogni sono una cosa da clandestini. ma proprio per questo appartengono soltanto a te fino a quando non avrai deciso di condividerli con un’altra persona. Comunque danno una gioia intima, che cessa dopo che li abbiamo concretizzati. Ma allora ce ne saranno degli altri, poichè sono la parte più meravigliosa della nostra esistenza. Rosalba