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Ci sono quelli che quando è …è per sempre. Ci sono quelli che non gli basta uno neanche per il presente. Ci sono quelli che lo scambiano. Ci sono quelli che lo amano però non riescono a non tradirlo. Ci sono quelli che se ne fregano e lo tradiscono e poi fanno scenate di gelosia quando ad essere traditi sono loro. Ci sono quelli che mai un regalo in tutta la vita. Ci sono quelli che un fiore al giorno. Ci sono quelli che un diamante è per sempre. Ci sono quelli che lo fanno strano. Ci sono quelli che lo fanno a cicli regolari. Ci sono quelli che lo fanno una volta tanto. Ci sono quelli che lo fanno tanto. Ci sono quelli che aspettano la domenica, il giorno del signore. Ci sono quelli che lo fanno in un albergo ad ore. Ci sono quelli che non mi va. Ci sono quelli che Anto’ fa caldo. Ci sono quelli che solo se è protetto. Ci sono quelli che mai sotto un tetto. Ci sono quelli che a letto a letto a letto. Ci sono quelli che Federica la mano amica. Ci sono quelli che con la cugina è più divina. Ci sono quelli che pagano. Ci sono quelli che si fanno pagare. Ci sono quelli che solo dopo l’altare. Ci sono quelli che dietro l’altare. Ci sono quelli che ti ha detto niente la mamma? Ci sono quelli che finalmente a quarantenni cantano osanna, osanna. Ci sono quelli che aspettano la novità al sexy shop. Ci sono quelli che con gli animali. Ci sono quelli che con i bambini. Ci sono quelli che sono animali. Ci sono quelli che aspettano la guerra per stuprare la donna del nemico. Ci sono quelli che con il migliore amico. Ci sono quelli che con l’altro sesso. Ci sono quelli che con lo stesso sesso. Ci sono quelli che con il fratello o la sorella. Ci sono quelli che col padre o con la madre. Ci sono quelli che hanno un chiodo fisso. Ci sono quelli che non batte chiodo. Ci sono quelli che non c’è sesso senza amore. Ci sono quelli che d’amore si muore. Ci sono quelli che lo fanno e non lo dicono. Ci sono quelli che lo dicono e non lo fanno. Ci sono quelli che guardano. Ci sono quelli che scrivono. Ci sono quelli che leggono. Ci sono tutti che amano una donna, un uomo, un cane, un gatto, un cavallo, un coccodrillo, un pipistrello, un armadillo, un posto fisso, Silvio Berlusconi, l’ultima valletta, l’144, il 118, lo 06 per chi chiama da fuori Roma, l’aroma di un assente, eppure nessuno, dell’amore, ci ha ancora capito niente.

 

  La specie dei librai è in via d’estinzione. La lotta del resto è impari. Nel nostro paese si legge pochissimo e il libro se va bene lo si regala a Natale. Una volta fare il mestiere di libraio era tutta un’altra cosa. Anche il libraio non era costretto a calarsi quotidianamente nei panni del magazziniere e del contabile e dell’analista finanziario specializzato in redditività a metro quadro, né si ritrovava a passare ore e ore davanti al terminale per inserire i nuovi titoli di cui sopra “a computer”. Così aveva perfino un po’ di tempo per sfogliare i libri freschi di stampa e farsene un’idea e poi suggerirli ai suoi clienti in base ai loro gusti o alle loro esigenze. In questo senso talvolta il libraio oltre a essere un commerciante sapeva anche essere una specie di fido consigliere, o addirittura di medico dell’anima. Allora il libraio conosceva a memoria i cataloghi delle varie case editrici. Cosa che pretendeva anche dai suoi collaboratori. Adesso naturalmente non serve più. Ci pensano le macchine. Risultato: qualche settimana fa, una mia amica è entrata in una libreria inaugurata di recente, e quando ha chiesto La Certosa di Parma si è sentita rispondere: <<Che lei sappia, è una novità?>>.

continua su “I quaderni dell’orsa n. 4″ – giugno 2008

per info: www.libreriaorsaminore.it

 

Fine estate. Il tramonto ce lo siamo bevuto tutto. Nell’aria c’è ancora la vivace allegria del sole raccolta sotto le mura del castello di Lucera, negli occhi un grande puzzle che si chiama Tavoliere. Lo sfondo di quest’ultimo atto di una scampagnata tra amici è Via Soccorso, San Severo. Non abbiamo proprio voglia di separarci. Le parole scorrono, fluide. Dal trampolino delle labbra si tuffano nelle orecchie per poi riaffiorare negli occhi. Ad un tratto compare sulla scena un ragazzino. Poteva avere dai dodici ai quattordici anni. Sorridendo ci chiede <<Quella bicicletta è vostra?>>. Leggera e superficiale arriva la risposta corale <<No! Non è nostra>>. Lo scansiono. D’impulso rispondo <<Sì, è mia!, perché?!>>. Mentre glielo dico sposto lo sguardo, per la prima volta, verso la bicicletta. È appoggiata ad un muro, senza protezioni. Né catene, né lucchetti, né niente di niente. 

(continua….)

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L’articolo completo è stato pubblicato sul “quaderno dell’orsa” n. 3 – Aprile 2008. Per info: www.libreriaorsaminore.it