-
« Home
Pagine
-
Categorie
- articoli
- artisti per l'acqua
- Contastorie Project
- donatori di parole fb
- FUTUROinteriore
- game's lover [il libro]
- Il Mostro – Gruppo di lettura
- La Locanda Almayer – radio Europa
- le carte 2007-2008 (il libro)
- le carte 2009
- musapapà
- occasioni
- Poesia alla Radio
- poeticherie 2008
- racconti
- recensioni
- Spore
- Vuoti a rendere
-
Archivi
Archivi Categorie: articoli

La specie dei librai è in via d’estinzione. La lotta del resto è impari. Nel nostro paese si legge pochissimo e il libro se va bene lo si regala a Natale. Una volta fare il mestiere di libraio era tutta un’altra cosa. Anche il libraio non era costretto a calarsi quotidianamente nei panni del magazziniere e del contabile e dell’analista finanziario specializzato in redditività a metro quadro, né si ritrovava a passare ore e ore davanti al terminale per inserire i nuovi titoli di cui sopra “a computer”. Così aveva perfino un po’ di tempo per sfogliare i libri freschi di stampa e farsene un’idea e poi suggerirli ai suoi clienti in base ai loro gusti o alle loro esigenze. In questo senso talvolta il libraio oltre a essere un commerciante sapeva anche essere una specie di fido consigliere, o addirittura di medico dell’anima. Allora il libraio conosceva a memoria i cataloghi delle varie case editrici. Cosa che pretendeva anche dai suoi collaboratori. Adesso naturalmente non serve più. Ci pensano le macchine. Risultato: qualche settimana fa, una mia amica è entrata in una libreria inaugurata di recente, e quando ha chiesto La Certosa di Parma si è sentita rispondere: <<Che lei sappia, è una novità?>>.
continua su “I quaderni dell’orsa n. 4″ – giugno 2008
per info: www.libreriaorsaminore.it


Fine estate. Il tramonto ce lo siamo bevuto tutto. Nell’aria c’è ancora la vivace allegria del sole raccolta sotto le mura del castello di Lucera, negli occhi un grande puzzle che si chiama Tavoliere. Lo sfondo di quest’ultimo atto di una scampagnata tra amici è Via Soccorso, San Severo. Non abbiamo proprio voglia di separarci. Le parole scorrono, fluide. Dal trampolino delle labbra si tuffano nelle orecchie per poi riaffiorare negli occhi. Ad un tratto compare sulla scena un ragazzino. Poteva avere dai dodici ai quattordici anni. Sorridendo ci chiede <<Quella bicicletta è vostra?>>. Leggera e superficiale arriva la risposta corale <<No! Non è nostra>>. Lo scansiono. D’impulso rispondo <<Sì, è mia!, perché?!>>. Mentre glielo dico sposto lo sguardo, per la prima volta, verso la bicicletta. È appoggiata ad un muro, senza protezioni. Né catene, né lucchetti, né niente di niente.
(continua….)
@@@@@@@@@@@
L’articolo completo è stato pubblicato sul “quaderno dell’orsa” n. 3 – Aprile 2008. Per info: www.libreriaorsaminore.it