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incalzai i tuoi piedi freddi, mantide,
e trovai Atlantide tra le tue cosce
dove nasce e s’incammina il Nilo
con ago e filo a ricamare il fiume

bastò l’humus ad educare il seme
con tutto quel che preme, punto. virgola,
punto e virgola; come la punteggiatura
di una partitura per sole cavallette

così, solo con la falce delle lancette,
amore tra virgolette, ho mietuto il grano,
sacrificale abbandono, accento speso male
da un animale dai tempi ed i modi randagi

così, solo, sui quadranti degli orologi
ho arroccato pregi inventandomi passi
per evitare i sassi delle ore piene
e cantilene e cantilene col tuo nome

cosà la vita sarà il confine del tuo reame
io, le tue trame, le custodirò in un palmo
a spalmare il salmo dei giorni a rate/ore
tra l’ingresso amore e l’uscita quel che sei

(a Fabiola-Musapapà)

tradurrai questi versi
nella lingua con la quale conversi

gli occhi sono aeroporti
il nostro volo partirà
sull’ultima di queste parole

ma sorvola per ora
e accomoda due nuvole
con residui fili di speranza
e lega al dito un’amaca di giornata
dove far ciondolare
l’eco della nostra glossolalia

c’è una mancanza

questa cielitudine cigola
al crocicchio della verbalità

l’abitudine a strofinarci
di fronzoli e frivolezze
dimora ancora tra le pareti
della nostra poetica
che scroscia atmosfere
di rara intensità

questo è il mormorio d’oggi
il rollio dei suoi motori

quando
il passato non è ancora passato
anzi, quel che è stato
è stato salvato
con calligrafia di presente
nelle scatolerie dei vocabolari

ricordi
mi scordavo di venire
nella tua lingua
per il piacere
di suonare al futuro

ho sempre avuto uteri
temporali
da seminare di me, da me

prenderti i tempi
e ridendo bagnarti
ci ha morso i gomiti
nello smarrimento
delle carte d’imbarco

siamo clandestini
ai nostri destini

i nostri permessi di soggiorno
sono scaduti

ho provato a falsificarli

avessi solo usato
un po’ più di colore
probabilmente
la nostra strada
ora
sarebbe un’aurora

ma sul filo dei nostri orizzonti
i doganieri di Montale
non hanno creduto alle nostre versioni

il volo è partito e senza di noi

tu resti
la Madonna n. 3 di Munch
ed io il suo urlo

il nostro il furto
del poema dell’amore
della vita e della morte

eravamo ladri in fuga felici
ora torniamo alla ricerca

nessun rancore

solo un po’
di dolore

ma passerà prima o poi

ahi!

poco prima d’imparare altre lingue
di provarle a baciare
questa volta nel modo indicativo
nel tempo presente

e tradurrai questi versi
nella lingua con la quale conversi

Ci sono cose
che non hanno case.

Più di tutte quella cosa
figlia del caso.

I casi sono due:
quando ti pesi
o quando ti posi.

Eppure quel coso
è la tua casa.

stanotte
impasterò
domattina
e
prima
dell’alba
infornerò
un
buongiorno
che
sarà
caldo
in
tempo
per
la
tua
colazione

nel
primo
morso
ci
sarà
il
mio
bacio

ora
però
devo
strizzare
i
vocabolari
e
far
scivolare
lungo
i
canali
di
scolo
tutte
quelle
parole
che
fanno
un
linguaggio
non
più
adatto
alla
nostra
comunicazione

e
anche
sfibrare
la
trama
di
questa
poesia
con
una
rima
che
prende
la
curva
larga
troppo
larga
per
chi
si
ama
tanto
che
sarà
un
bacio
di
dama

afrasia

 

 

 

nei tuoi gesti

la parola amore

era un falso d’autore

 

 

 

 

 

 

.

con un gesto della mano

di quelli che si facevano una volta

ho disegnato un’arcata labiale

e progettato una campata condivisa

dalla terra sotto le mie unghie

dalla polvere sopra i tuoi sandali

 

io e te

con la benedizione dei sensi

siamo diventati un popolo

parliamo la stessa lingua

portiamo lo stesso nome:

noi

 

con le parole

amore, rispetto, fiducia,

mescolate alle parole

terra, polvere, sangue, sudore,

liquido seminale e mestruale

è un fucinare di mattoni

 

un voler costruire futuro

fatto solo di congiunzioni

una torre dove per salire

si scendono le scale

una babele di lingue

per ritrovarti tra mille rime

 

e baciarti in mezzo ai versi

ed a piccoli morsi perversi

fare pace, fare pane, fare pala-

tale e quale a quella volta

che ho incontrato la tua bocca

un po’ fiaba, un po’ filastrocca

 

 

 

la sol, mi fa re, do sol, si re | re mi fa, re mi sol, si, re fa | do si: sol fa re, la re, fa mi | fa do: la re mi fa, si, fa re | sol fa, mi, sol fa, si, sol fa, la | sol la mi, sol la do, sol la re | do sol la, do si mi, do sol mi | fa re, fa si, fa do, sol, mi re | do mi, do mi sol la, do mi sol si | fa si: fa re, fa re, fa do re | mi fa la, mi si do, mi sol re | re sol mi, re sol fa, re sol sol | do sol re, do sol mi, do sol si | do do sol, do do sol, mi mi do | do do sol, mi mi do, sol mi do | do sol, sol fa sol do sol, fa mi | re, fa re, fa re, fa re | fa mi: si, si, sol la mi fa re | l’a mo re è la su a vo ce | fa mi: si, si, sol la mi fa re | re, fa re, fa re, fa re | do sol, sol fa sol do sol, fa mi | do do sol, mi mi do, sol mi do | do do sol, do do sol, mi mi do | do sol re, do sol mi, do sol si | re sol mi, re sol fa, re sol sol | mi fa la, mi si do, mi sol re | fa si: fa re, fa re, fa do re | do mi, do mi sol la, do mi sol si | fa re, fa si, fa do, sol, mi re | do sol la, do si mi, do sol mi | sol la mi, sol la do, sol la re | sol fa, mi, sol fa, si, sol fa, la | fa do: la re mi fa, si, fa re | do si: sol fa re, la re, fa mi | re mi fa, re mi sol, si, re fa | la sol, mi fa re, do sol, si re |