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Netville Reload
Mostra finalizzata all’asta di lavori donati dagli artisti a sostegno di International Help Onlus

Manifestazione promossa da ArsMeteoº nell’ambito di MeteoºPatika 2009

Nello spazio ibrido di lavoro/esposizione della Web Agency torinese Easybit – che compie dieci anni di vita – si potranno ammirare le opere degli artisti chiamati da Giorgio Vaccarino ad aggiornare la visione panoramica dell’Opera Netville, esposta per la prima volta a Rivoli da Artenero nel 2004.
Sulla traccia della composizione originaria, formata da 35 elementi di 70 x 50 cm disposti su 5 file e 7 colonne, si ricomporranno in questa occasione gli interventi multimediali messi in gioco dagli Autori, Artisti e Amici di ArsMeteoº conniventi che avranno aderito al relativo bando di Reload.
Ciascun Autore avrà individuato e prenotato uno o più tasselli a sua scelta fra quelli che, sulla mappa costituita dal Bando RELOAD 090612, compaiono in bianco e nero. Non ci sono vincoli di genere, supporto, media, all’infuori delle dimensioni di superficie occupata indicate sopra.
Saranno gli Autori stessi a determinare il “grado di coerenza” da rispettare nei confronti delle tracce presenti sulla mappa, confinanti con il tassello da loro prescelto.
Al fine di garantire la massima disponibilità alla partecipazione, sono stati previsti più livelli sinottici di ricomposizione dell’insieme.
Ad intervento compiuto, si determinerà una riconfigurazione collettiva del tessuto originario, tale da rinnovarne totalmente la percezione, alla luce degli orientamenti della Web Community di ArsMeteoº e delle sue Previsioni del Tempo dell’Arte.
Sono in corso interventi su vari media di: Corrado Alderucci, Giovanni Alibrandi, Marta Ampolo, Vincenzo Ampolo, Ennio Bertrand, Mauro Bouvet, Vincenzo Caricato, Luisella Carretta, Marilena Cataldini, Maurizio Chatel, Gianni Colombo, Angelo Conto, Gianni Cossu, Giuseppe De Filippo, Paolo Durandetto, François Farellacci, Paolo Ferrante, Giuseppe Gavazza, Claudio Gulli, Fabrizio Fontana, Claudio Guasti, Ambra Lazzari, Chiara Massa, Simona Minniti, Ferruccio Musio, Netville, Martha Nieuwenhujis, Raffaele Niro, Alessandro Novazio, Francesco Pasca, Sergio Pallante, Reinoso Peicper, Flavio Portis, Agnesina Pozzi, Donato Prosdocimo, Rudi Punzo, Matteo Riparbelli, Beppe Ronco, Sara Scalco, Filippo Valente, Salvatore Zito.

L’opera di Reload – diretta da Giorgio Vaccarino, con l’assistenza pandemica di Gianni Colombo per gli Autori disposti a contaminarsi – è curata – in particolare per la colonna sonora dell’evento – da Edoardo Acotto ed è accompagnata dai suggerimenti e dalle critiche di Franco Torriani e di Lorenzo Taiuti, esperti conoscitori delle vicende netvillane pregresse (Arslab 1995-2004).

Anteprima Mostra:
12 Giugno 2009
dalle 17.00 alle 21.00
13 e 14 Giugno
dalle 18.00 alle 20.00
Easybit Open Space
via Savonarola 6, Torino
Esposizione e Asta:
Settembre 2009
Fusion Gallery
Piazza Peyron 9, Torino
Informazioni:
ufficiostampa@arsmeteo.org

MeteoºPatika 2009:
associazione@arsmeteo.org

ArsMeteoº – previsioni artistiche
http://www.arsmeteo.org
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Raffaele Niro parteciperà a Netville reload con la videopoesia “target”.

Il tassello H3 di Netville Reload contiene un gran caos, ma porta in evidenza una donna con il seno scoperto. La donna, simbolicamente, riporta al concetto di vita, essendo la donna custode del segreto della vita.

Caos più vita riconducono all’attualità, alla vita intesa come quotidianità. Vita caotica, priva di punti di riferimento se non effimeri e dettati dalla logica del consumismo, priva di valori di riferimento.
L’uomo visto come obiettivo, target, bersaglio, del sistema societario occidentale attuale.
Le immagini sono molto evocative, indicano una corsa verso il nulla, un voler raggiungere un obiettivo indefinito, una fuga per la sopravvivenza, scampando all’idea di essere bersaglio, la ricerca di una soluzione, della salvezza.
La “recitazione” del testo è stata pensata per dare quell’idea di freneticità, di angoscia, di fuga, di ricerca di una soluzione da parte di un moribondo (l’uomo) che, comunque, orgasmicamente è legato alla vita.
La musica, quasi in contrasto con l’angoscia della recitazione, è invece la rappresentazione di come la vita attuale viene “affrontata” dalla maggior parte degli uomini, ossia con spirito di adattamento.
Questa, in sostanza e molto brevemente, è l’idea di “target”.
È una palese provocazione, un tentativo di svegliare le coscienze intorpidite. L’urlo finale non è altro che un ultimo tentativo di richiamare l’attenzione. L’idea che l’urlo fosse un urlo femminile riprende il concetto di vita espresso in precedenza. Come se fosse la vita, e non più soltanto UN uomo, a lanciare quell’urlo di disperazione.

Il video è disponibile su youtube.com:
http://www.youtube.com/watch?v=Tu3Z8kSC9C8
Target. (Il testo)

Squaderna.
È una questione di tatto.

La carta.
Trincee di futuro chiamato presente.

I libri.
Fabbriche d’armi di concetto.

Le idee.
Salvare la pelle col sangue d’inchiostro.

Le strategie.
Insegnare a fare il pane ai bambini.

Le battaglie.
Battere monete con l’effige di Latouche.

Le cicatrici.
Insert coin per il prossimo giro di vita.

L’elemosina d’oggi
Squaderna.

Caro Artista,

ti scrivo per renderti noto che è nato il “Daunia.org Buskers Stupor Mundi Festival”. Questa sarà la prima edizione e si svolgerà nel centro storico di San Severo (FG) domenica 18 gennaio 2009.

 

La manifestazione s’incentrerà sull’esibizione di artisti di strada capaci di offrire con i loro spettacoli un quadro quanto mai esauriente delle mille forme dell’arte di strada.

 

Al Daunia.org Buskers Stupor Mundi Festival si esibiranno musicisti, acrobati, giocolieri, trampolieri, fachiri, mangiafuoco, mimi, attori, performers, contastorie, artisti itineranti e molto altro, con le loro esibizioni sempre pronte ad accogliere e a provocare le incursioni esterne dell’imprevisto, legate alla partecipazione del pubblico stesso, e a trasformarla, attraverso collaudate tecniche di improvvisazione, in momenti unici di gioia collettiva.

 

L’Associazione Culturale Rhymers’ Club e la Fondazione Terra Mia, promotrici della manifestazione, hanno individuato diverse location nel borgo antico della città come sfondo delle esibizioni degli artisti invitati.

 

Ed è per questo che ti scrivo, per invitarti, per averti con noi. Maggiori info le puoi trovare sul sito Daunia.org (http://www.daunia.org).

Ti aspettiamo.

 

Raffaele Niro

Segr. Naz.

Rhymers’ Club

www.rhymersclub.it

www.raffaeleniro.eu

 

 

Zingari – L’ultima moda di internet testimonia odio ed estremismo. Che non vanno censurati
Razzismo: FaceBook smentisce Maroni
di Giulio Mozzi
«In nome del diritto che abbiamo a far circolare discorsi intelligenti, dobbiamo difendere il diritto di dire cretinate» «Basta poltrire davanti al computer tutto il santo giorno! Basta con la scuse, non ci sono più né “se” né “ma”, il bene della comunità non può più aspettare!!! BRUCIAMO TUTTI QUEI MERDOSI UNTERMENSCHEN ZINGARI!!!», «ovunque c’è uno zingaro ci deve essere una molotov!!!». Dove sono apparsi questi intriganti messaggi? Nientemeno che in una pagina di quella faccenda meravigliosa che è FaceBook, la moda del momento. Piccola spiegazione per i non introdotti. FaceBook è un «social network», ossia una «rete sociale» o, come forse meglio si traduce, «una rete per la socialità». E’ una cosa che c’è nell’internet. Ci si iscrive al servizio e si ottiene una pagina web nella quale si possono scrivere sommarie informazioni su di sé e pubblicare fotografie, piccoli video eccetera. La mia pagina, però, può essere letta solo e soltanto da persone che siano iscritte a FaceBook e da me personalmente autorizzate. Queste persone, nella lingua semplificata di FaceBook, sono i miei «amici». E ci sono vari automatismi grazie ai quali io vengo sempre a sapere che cosa succede ai miei «amici» (ovvero: che cosa pubblicano nella loro pagina). In sostanza, FaceBook è uno strumento molto pratico e comodo per tenersi in contatto con altre persone. Poi ciascuno lo usa come vuole: c’è chi restringe il numero degli «amici» agli amici veri e propri, e c’è chi accetta l’«amicizia» più o meno di chiunque. E spesso FaceBook permette di entrare in contatto con persone in genere non facilmente accessibili. Naturalmente, c’è chi dedica cinque minuti al giorno a vedere che succede nel giro degli «amici», e c’è – si dice – chi ci perde delle ore. Le mode funzionano così. L’altr’anno il must era Second Life, quest’anno è FaceBook. Su FaceBook ci sono tutti, naturalmente. Chi non è su FaceBook è perduto, è tagliato fuori. Il sottoscritto è su FaceBook, e su FaceBook ci sono, tanto per non fare nomi, il cabarettista-cantante-narratore Giorgio Faletti, il sindaco di Padova Flavio Zanonato, il costituzionalista Stefano Ceccanti. In FaceBook è possibile creare dei «gruppi», che si raccolgono attorno a un tema di discussione o a un’iniziativa. Le pagine dei «gruppi» sono per lo più aperte a tutti affinché chiunque, se interessato al tema o alla cosa, possa leggerle ed eventualmente iscriversi al gruppo. Le belle frasi che citavo all’inizio vengono proprio da una di queste pagine, intitolata «Brucia la roulotte di quartiere!!!» e pubblicata da Luca Murri e Andrea Atzori, studenti del Liceo Ginnasio «Ennio Quirino Visconti» di Roma. Pubblico questi nomi (che sono già pubblici) avvertendo: potrebbero essere nomi inventati. Gli iscritti al gruppo (al momento pochissimi: una dozzina) contribuiscono con altri messaggi: «Odio odio ODIO gli zingari!!! Bisogna partire col bruciare le donne in modo che non abbiano più la possibilità di riprodursi… La battaglia è difficile ma ci vuole una tattica!!» (Lorenzo Felli, altro studente del «Visconti»), e i fondatori rincarano la dose: «Tutti insieme ribadiamo l’odio per quella sottospecie di individui merdosi che non POSSONO e non DEVONO abitare le nostre strade, mangiare il nostro cibo, elemosinare. Bestie immonde, veri cani randagi, questo siete zingari zozzi. Via! Aderite alla giornata mondiale… che poi deve essere ogni giorno… ogni ora… appena vedete uno zozzo». (Murri).
Raffaele Niro, dal quale ho ricevuta – attraverso FaceBook – la segnalazione dell’esistenza di questa cosa, ha usato parole ineccepibili: «Ognuno giudichi secondo la propria sensibilità, a me sembrano razzisti, vergognosi, violenti e cinici senza motivo». Altri hanno duramente condannato, talvolta ahimè con un linguaggio non molto migliore di quello dei due ragazzi. Andrea Barbieri, in un commento nel blog vibrisse da me curato, suggerisce invece: «Quella cosa secondo me è ironica. Forse è detta con l’intenzione di prendere per il culo gli xenofobi».
Adesso succederà quel che succederà. I gestori di FaceBook forse interverranno, facendo sparire quella pagina e bandendo a vita dal loro meraviglioso sito i temerari Murri e Atzori. I quali, se sono un minimo testardi, si registreranno con un altro nome e ricominceranno (oppure si stuferanno subito del giochino). Ma io, sinceramente, spero che questo gesto di censura non venga compiuto. L’internet è, per certi aspetti, una sorta di gigantesco bar. Nel quale viaggiano milioni di chiacchiere da bar. La grande differenza tra un vero bar e l’internet-bar è, si dice, che nel vero bar ci sei col tuo corpo, e difficilmente riesci a usare un nome che non sia il tuo; mentre nell’internet-bar non ci sei col corpo e puoi usare un nome qualunque. Questo è vero, ma la differenza importante è un’altra. Al bar, il barista può mandarti al diavolo se fai certi discorsi. Nell’internet-bar, chi fa discorsi sgraditi al barista (ad esempio ai gestori di FaceBook) può essere cancellato in un amen. E io, in nome del mio diritto a far circolare nell’internet discorsi che spero intelligenti e utili, difendo il diritto di questi due cretini a far circolare le loro cretinate.

(07 ottobre 2008)

Cari amici vicini e lontani, cari conoscenti passati per le mani,
cara tu, caro tu, caro universo da scoprire,

questi sono i prossimi impegni da lettori/contastorie,
questo è un invito personale …per:

giovedì 21 agosto
ore 21.00
al “Saloon” di Torremaggiore (FG)
in collaborazione con la Biblioteca comunale di Torremaggiore
e l’Associazione “Sacco e Vanzetti”
Raffaele Niro e Gisa La Vacca
leggeranno
“poesie da Guantanamo – la parola ai detenuti”;

 

 

lunedì 25 agosto
ore 21.00
al “Saloon” di Torremaggiore (FG)
i Contastorie Project
si esibiranno nello spettacolo di narrazione
“Ed ora … ammazzateci tutti!” Omaggio a Peppino Impastato

 

 

giovedì 28 agosto
ore 21.30
in Piazza Barbacani a Vasto (CH)
all’interno della serata “Editi/Inediti” organizzata dalla libreria “Nuova libreria”
Raffaele Niro
leggerà
“Il partigiano dell’acqua” (inedito di Raffaele Niro)

 

mentre, sempre giovedì 28 agosto,
ore 21.00
al “Saloon” di Torremaggiore (FG)
in collaborazione con la Biblioteca comunale di Torremaggiore
Marina Niro
leggerà
“La mela gimagiona e il senso del viaggio continuo” di Ganinova Lotulev e Mariano Loiacono

 

 
sabato 6 settembre
ore 19.30
in Piazza Barbacani a Vasto (CH)
i Contastorie Project
si esibiranno nello spettacolo di narrazione
“Ed ora … ammazzateci tutti!” Omaggio a Peppino Impastato
….non mancate!!

Raffaele Niro
www.raffaeleniro.eu
www.contastorie.it

“Se come autore non sono questo granché ed è quindi normale che in fatto di premi razzoli poco, non avevo mai pensato, nemmeno nei miei sogni più lussuriosamente narcisistici, di beccare un premio in quanto editore.
Invece è successo.
Davvero.
Non mi sto inventando tutto.
Ma a che titolo prende un premio un editore, mi chiedo – visto che non me l’ero mai chiesto prima?
Perché, immagino, ha visto giusto. Ha trovato gli autori giusti che hanno scritto il libro giusto.
«Sì, ma il merito è degli autori, in sostanza».
È quello che penso anch’io. Né più né meno.
Gli autori si chiamano: Rudy D’Alembert (alias Rodolfo Clerico), Piotr Silverbramhs (alias Piero Fabbri) e Alice Riddle (alias Francesca Ortenzio). Tutti e tre insieme hanno scritto Rudi Simmetrie, un volume nato dalla lunga attività di pubblicazione della rivista telematica o e-zine dei Rudi Mathematici.
È bene chiarire che in matematica, al liceo, non ero particolarmente brillante. Capire, capivo, ma ero (e sono) catastrofico nel calcolo. Righe saltate, numeri trascritti male, disordine, caos. Ma non il glorioso Caos delle nuove matematiche, piuttosto un caos tapino, pasticcione, casalingo e per nulla trendy.
Ho conosciuto i Rudi Mathematici attraverso la mediazione di Raffaele Niro, poeta e uomo saggio ma appassionato (non ce ne sono molti in giro, meglio segnalare i pochi che lo sono) e ho cominciato a ricevere la e-zine per e-mail.
Quando si è introdotti in un «giro» ci si attende fatalmente linguaggi ermetici, piccoli snobismi, codici per iniziati e autostima al limite superiore dell’asticella. Ecco, i RM sono l’esatto contrario di questo genere di «giri». Sono aperti, disponibili, simpatici ma anche rigorosi, curiosi e parzialmente svitati, in omaggio alla prevenzione esistente che chi capisce la matematica deve essere per forza un po’ strano.
A conquistarmi fin dall’inizio le e-mail che accompagnavano la rivista. Che la presentavano, è vero, ma che soprattutto ne anticipavano l’approccio – divertito, irriverente, erudito senza spocchia e talvolta soavemente maligno.
Nella rivista in sé – viste le mie problematiche competenze matematiche – non sono praticamente mai avanzato oltre l’articolo iniziale, in genere dedicato alla storia della matematica. Ma mi accontento, e ne ho motivo. Per quelli come me soggiornare nell’anticamera della Scienza è già un bel soggiornare.
Sto facendo promozione?
No. Sono sincero fino all’ultima virgoletta.
Quando ci è arrivata la proposta di pubblicarli – sia pure in una tiratura da biglietto d’invito per la festa di un teen-ager – non abbiamo avuto molti dubbi.
Non sono passato al pluralia maiestatis.
Semplicemente CS_libri non sono (soltanto) io, ma siamo almeno in tre. Uno dei quali (non io) padroneggia abbastanza la matematica da distinguere un’equazione da una schedina del totocalcio. Più altri collaboratori estemporanei, volontari o occasionali, curiosi esseri contenti di dare una mano a creare qualcosa.
Strano di questi tempi, vero?
I «nostri tre», comunque, sono stati recentemente arruolati da Le Scienze per tenere una rubrica di matematica ricreativa & divulgativa e stanno scrivendo un prossimo libro che uscirà ancora con CS_libri.
Ne ho visto le bozze qualche giorno fa. Di sfuggita perchè sono state subite requisite dall’esperta matematica. «Promette di essere anche meglio del precedente», ha detto l’esperta. E io ho annuito con fare sicuro, cercando di dare l’idea che se fosse stato peggiore sicuramente me ne sarei accorto.
Tutti noi di CS_libri, comunque, e io per primo – visto che il blog è a nome mio – ringraziamo i «nostri» autori (frase che trovo già in sé incredibilmente divertente) per aver scritto qualcosa di tanto importante e significativo da prendere un premio anche a nome di noi tutti.
Continuate così, ragazzi.”

di Massimo Citi dal suo blog

dal sito www.sanseveresi.com

Coraggioso e lodevole lo spettacolo svoltosi ieri sera il P.zza Castello in occasione del ventennale della morte di Andrea Pazienza .
Matteo Marolla con gli interventi di Luigi Minischetti e Raffaele Niro hanno letto biografie su PAZ da “Il giovane Pazienza” di Enrico Fraccacreta, “Gli ultimi giorni di Pompeo”, una delle opere più importanti e significative di Andrea, e poi ancora testi e poesie personali.
Nonostante il traffico continuasse a rumoreggiare indisturbato, il pubblico si è dimostrato attento e curioso, è emersa senz’altro la consapevolezza del genio di un artista che ha dato tanto a San Severo, ma resta ancora troppo ignorato dalla città.
E’ un desiderio di molti quello di vedere moltiplicare queste iniziative affinchè non restino solo delle ricorrenze ventennali.

di Fabio Tota (sanseveresi.com)

link all’articolo

 

“Un ponte tra carcere e società”, è il tema del convegno che approfondirà il tema del volontariato nei penitenziari
La Caritas Diocesana di San Severo e l’Associazione di Volontariato Penitenziario “Nuovi Orizzonti” in collaborazione con il Centro Sociale di Volontariato (CSV) Daunia hanno organizzato un Convegno Formativo sul tema: “Un ponte tra carcere e società. Testimonianze di volontariato e solidarietà”. L’incontro è previsto alle giovedì 15 maggio alle 18.30 presso “Casa Eirene” in via Daunia, 41. Al convegno interverranno Monsignor Lucio Angelo Renna, Vescovo di San Severo e Presidente della Caritas Diocesana, Michele Santarelli, Sindaco di San Severo, Giorgio Di Munno, dirigente del commissariato locale, Davide di Florio, Direttore dell’Istituto Penale di San Severo e Padre Carmelo di Giovanni, sacerdote pallottino, Cappellano dei detenuti italiani a Londra. Le conclusioni saranno affidate a Dino d’Aloia, Responsabile dell’Associazione “Nuovi Orizzonti”. La tavola rotonda sarà moderata da Raffaele Niro, volontario dell’Associazione “Nuovi Orizzonti”. “La Caritas con la sua attività di animazione alla testimonianza della carità nella comunità cristiana e nel territorio – afferma don Andrea Pupilla, Vicedirettore della Caritas sanseverese – esprime l’attenzione della Chiesa verso le persone detenute, facendosi carico dei loro bisogni, puntando al pieno reinserimento socio-lavorativo, attuando percorsi di liberazione dentro e fuori il carcere, promuovendo attività di volontariato all’interno del carcere con la speranza di costruire ponti con il territorio che talvolta sembra ignorare questa realtà”. “E’ bene far passare a tutti anche attraverso le “sbarre” la Buona Notizia – aggiunge don Andrea – ed è con questa convinzione che ascolteremo la testimonianza di un prete pallottino, padre Carmelo, che da 35 anni si occupa degli italiani detenuti nelle carceri di Londra e della
comunità degli emigrati italiani all’estero”.

Marilia Castelli, ditrettrice della testata giornalistica online www.sansevero.tv

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