dall’idea alla parola.
dalla voce senza verbo
all’azione del vento.

da una città all’altra.
da un confine alla porta.
dalla soglia alla foglia.
dalla doglia al seno delle donne.
dalla rima alla linfa.
dalla vita al succo.
da te a me.
dalla scheggia alla briciola.

dalla forza della poesia
al luccichio degli occhi.
dalla parola all’idea.

Cera,
la candela,
in una notte
di luci rotte
da una mela,
nera.

i salti delle rane
istigano al suicidio
le idee originali
e questo proprio quando
le istruzioni d’uso
dei rosari
approdano
nei supermercati.

l’uomo ha bisogno
di un dio
ai distributori automatici
e questo proprio quando
gli scarafaggi
iniziano
a rosicchiare
le punte dei piedi.

Immagina. Hai quattro anni e sei spaparanzata su un’amaca. Dovresti essere immobile perché tua madre ti ha dipinta. Ha deciso così e lo ha fatto. Hai i capelli lunghi e raccolti in una coda, occhioni marroni ed un sorriso a mezzaluna. Indossi un pantalone blu ed una maglia a righe orizzontali sottili sottili di tanti colori. Hai l’arcobaleno addosso. Ha appeso il tuo quadro nel corridoio, vicino l’ingresso. Per salutarti tutte le volte che si entra e si esce di casa.
Ieri però è capitata una cosa strana. Ieri mattina, mentre stavo uscendo per andare a lavoro, ti ho salutata, come ti ho salutata nei giorni precedenti, ed una voce da bambina mi ha risposto. Ciao papà. Mi è corso un brivido lungo la schiena. Mi sono immobilizzato davanti la porta. Mi sono voltato lentamente verso di te, verso il quadro, e tu mi sorridevi e mi salutavi con la manina. Così ho chiuso gli occhi ed ho contato fino a dieci cercando d’infilare il terrore dentro le scarpe. Arrivato a dieci era ancora nella pancia così tenendo ancora gli occhi chiusi ho continuato a contare fino a quando non s’è infilato bene bene nei calzini. Duemilacentotrentacinque. Per sicurezza sono arrivato fino a duemilacentocinquanta. Ho aperto gli occhi e tu eri ferma immobile nel tuo quadro. Solo che eri voltata di spalle. Nel quadro eri voltata di spalle. Capisci? Tua madre ti aveva dipinto sorridente ed io ti vedevo di spalle. Ho spento il cervello, ho infilato la porta e sono andato a lavoro. Per tutto il giorno non ho fatto che pensare a quel dannato quadro. Non vedevo l’ora di terminare il mio ciclo di lavoro per tornare a casa, ma allo stesso tempo avvertivo un’inquietudine pazzesca. Il cervello l’ho tenuto per tutto il tempo in modalità only work. Infatti quando sono arrivato davanti la porta di casa, riattivando la modalità only home mi sono arrivati centinaia di messaggi telepatici di tua madre che iniziava ad essere preoccupata. Ho aperto la porta di casa e di nuovo una voce di bambina mi salutava. Bentornato papà. Nel quadro correvi a destra ed a manca cercando un varco tra le grate. Mi hai messo in gabbia, papà. Perché? Liberami. Liberami. Non facevi altro che gridare liberami.
Perché ho sognato questo sogno, cara Ypsilon? Sai che i sogni sono illegali? Se mi scoprono potrei terminare ancora prima del previsto il mio ciclo vitale. Ma chi se ne importa, figlia mia. Chi se ne importa. Chissà se già potresti sognare lì, ancora nel grembo di tua madre. E chissà cosa potresti sognare mai tu che il mondo ancora non lo hai visto. Ma ho deciso, in barba a tutti i decreti di AD, questa volta ti regalerò la parola sogno perché sento, nella punta dei piedi, che i sogni muovono passi.

Ti regalo la mia prima passeggiata inquieta, ma libera, cara Ypsilon.

Il sognatore di tuo padre.

Oasi 174517,
211° giorno dell’anno 2058

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pubblicata su “Il Caffé” di luglio/agosto 2009

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21 grammi – riflessione finale [dal film]

Raffaele legge “anima” di Stefano Benni sulla base di “Tsabropoulos/Lechner – Trois Morceaux II”

Jack Folla – Il vizio dell’infelicità

Istanti – poesia di Jorge Luis Borges – voce di Simo Mancini

Carpe Dream (I Have a Dream Remix)
Martin Luther King… I Have a Dream speech given on August 28, 1963… mixed by Magodag with Carpe Dream created by Mr Dendo

Charlie Chaplin – Discorso all’Umanità [dal film "il grande dittatore"]

Pasolini e l’anarchia del potere.
Blob UsoCriminoso Remix

Quinto potere – sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più [dal film]

Pasolini: niente di più feroce della banalissima televisione
[Tratto da “la voce di Pasolini” ]

Giorgio Gaber – La libertà

La bellezza [tratto dal film "I Cento Passi"]

Raffaele legge “non vorrei crepare” di Boris Vian

Manu Chao – próxima estación esperanza…

Cari amici,
domani parte una mia nuova avventura su Radio Europa.

La locanda Almayer.

Vuole essere un non-luogo, che si affaccia su un non-mare, in un non-tempo; e insieme è il Luogo per eccellenza, punto d’arrivo di una miriade di destini che al loro tempo storico, e alle stimmate della loro natura, vogliono disperatamente sfuggire, ponendosi per un verso o per l’altro oltre il limite.

Detto questo non vi ho detto nulla. Spero vi resti la curiosità che vi porterà a sintonizzarvi domani, mercoledì 16 settembre, alle ore 19.30 su Radio Europa (www.radioeuropastereo.it – oppure FM 99.00 in provincia di Foggia).

A buon rendere,
Raffaele

 

 

 

nei tuoi gesti

la parola amore

era un falso d’autore

 

 

 

 

 

 

.

Ciao Ypsilon,

durante questa settimana sono accadute cose da pazzi. Io ho cambiato sesso. Tua madre è diventata una bambina. Siamo stati adottati da due nonnini ottantenni usciti fuori catalogo. Il sole è stato sospeso nel cielo per sette giorni e sette notti. La luna dalla rabbia è diventata nera. L’AD, l’Amministratore Delegato di Terra & Co. è andato di matto ed ha convertito tutte le produzioni in laboratori di poesia. Sì, hai capito bene. Poesia. Tutti i client, istintivamente, hanno iniziato a fare scorte di pilloline di pasta asciutta e di bistecche di maiale. Il deserto che circondava la nostra Oasi è sprofondato sotto ondate schiumose di acqua. Al minuto milleventiquattro di oggi ho pensato di fermare il tempo ed il tempo si è fermato. Così. D’incanto. Io, capisci, ho fermato il tempo. Così poi ho pensato che magari riuscivo a fare anche altro, con la sola forza dei desideri. Ci ho provato. Così ho desiderato che tutto tornasse al posto suo. E così è stato. Io sono tornato maschio. Tua madre è tornata adulta. La parola nonni è stata cancellata da tutti i file. Il sole è tornato ad inseguire la luna. La luna s’è fatta rossa dall’emozione. L’AD ha decretato che si aumentasse la produzione di pilloline di pasta asciutta e di bistecche mantenendo fisso il numero di ore lavorate. Il deserto che circonda la nostra Oasi ha continuato ad avanzare inesorabile bevendosi il mare. Al minuto milleventiquattro, dopo sessanta secondi è succeduto il minuto milleventicinque. Tua madre entra di corsa nei miei pensieri e mi dice che l’Ufficio per il mantenimento demografico le ha comunicato che sarai una femminuccia. Ypsilon. Sarai una donna. Custodirai il segreto della vita. E lo tramanderai. Avrai modo di sviscerare il motore della vita. Tu potrai provare a capirne il mistero. Indaga, piccola. Diventa detective. Fatti spia. E quando l’avrai carpito tienitelo per te e tramandalo, solamente. Dal canto mio ti posso dire che ho intuito che il segreto della vita sta nell’amore. Ed è questa la parola che ti dono questa volta. Sarai una femminuccia. Sarai donna. E dell’amore non ti devo dire niente. Anzi. Se dovessi essere ancora vivo quando nascerai, insegnamelo. Mi servirà per morire meglio.

 

Ora vado ad alfabetizzarmi da tua madre,

il tuo primo alunno.

 

Oasi 174517,
204° giorno dell’anno 2058

 

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pubblicato su “Il Caffé” giugno 2009

Netville Reload
Mostra finalizzata all’asta di lavori donati dagli artisti a sostegno di International Help Onlus

Manifestazione promossa da ArsMeteoº nell’ambito di MeteoºPatika 2009

Nello spazio ibrido di lavoro/esposizione della Web Agency torinese Easybit – che compie dieci anni di vita – si potranno ammirare le opere degli artisti chiamati da Giorgio Vaccarino ad aggiornare la visione panoramica dell’Opera Netville, esposta per la prima volta a Rivoli da Artenero nel 2004.
Sulla traccia della composizione originaria, formata da 35 elementi di 70 x 50 cm disposti su 5 file e 7 colonne, si ricomporranno in questa occasione gli interventi multimediali messi in gioco dagli Autori, Artisti e Amici di ArsMeteoº conniventi che avranno aderito al relativo bando di Reload.
Ciascun Autore avrà individuato e prenotato uno o più tasselli a sua scelta fra quelli che, sulla mappa costituita dal Bando RELOAD 090612, compaiono in bianco e nero. Non ci sono vincoli di genere, supporto, media, all’infuori delle dimensioni di superficie occupata indicate sopra.
Saranno gli Autori stessi a determinare il “grado di coerenza” da rispettare nei confronti delle tracce presenti sulla mappa, confinanti con il tassello da loro prescelto.
Al fine di garantire la massima disponibilità alla partecipazione, sono stati previsti più livelli sinottici di ricomposizione dell’insieme.
Ad intervento compiuto, si determinerà una riconfigurazione collettiva del tessuto originario, tale da rinnovarne totalmente la percezione, alla luce degli orientamenti della Web Community di ArsMeteoº e delle sue Previsioni del Tempo dell’Arte.
Sono in corso interventi su vari media di: Corrado Alderucci, Giovanni Alibrandi, Marta Ampolo, Vincenzo Ampolo, Ennio Bertrand, Mauro Bouvet, Vincenzo Caricato, Luisella Carretta, Marilena Cataldini, Maurizio Chatel, Gianni Colombo, Angelo Conto, Gianni Cossu, Giuseppe De Filippo, Paolo Durandetto, François Farellacci, Paolo Ferrante, Giuseppe Gavazza, Claudio Gulli, Fabrizio Fontana, Claudio Guasti, Ambra Lazzari, Chiara Massa, Simona Minniti, Ferruccio Musio, Netville, Martha Nieuwenhujis, Raffaele Niro, Alessandro Novazio, Francesco Pasca, Sergio Pallante, Reinoso Peicper, Flavio Portis, Agnesina Pozzi, Donato Prosdocimo, Rudi Punzo, Matteo Riparbelli, Beppe Ronco, Sara Scalco, Filippo Valente, Salvatore Zito.

L’opera di Reload – diretta da Giorgio Vaccarino, con l’assistenza pandemica di Gianni Colombo per gli Autori disposti a contaminarsi – è curata – in particolare per la colonna sonora dell’evento – da Edoardo Acotto ed è accompagnata dai suggerimenti e dalle critiche di Franco Torriani e di Lorenzo Taiuti, esperti conoscitori delle vicende netvillane pregresse (Arslab 1995-2004).

Anteprima Mostra:
12 Giugno 2009
dalle 17.00 alle 21.00
13 e 14 Giugno
dalle 18.00 alle 20.00
Easybit Open Space
via Savonarola 6, Torino
Esposizione e Asta:
Settembre 2009
Fusion Gallery
Piazza Peyron 9, Torino
Informazioni:
ufficiostampa@arsmeteo.org

MeteoºPatika 2009:
associazione@arsmeteo.org

ArsMeteoº – previsioni artistiche
http://www.arsmeteo.org
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Raffaele Niro parteciperà a Netville reload con la videopoesia “target”.

Il tassello H3 di Netville Reload contiene un gran caos, ma porta in evidenza una donna con il seno scoperto. La donna, simbolicamente, riporta al concetto di vita, essendo la donna custode del segreto della vita.

Caos più vita riconducono all’attualità, alla vita intesa come quotidianità. Vita caotica, priva di punti di riferimento se non effimeri e dettati dalla logica del consumismo, priva di valori di riferimento.
L’uomo visto come obiettivo, target, bersaglio, del sistema societario occidentale attuale.
Le immagini sono molto evocative, indicano una corsa verso il nulla, un voler raggiungere un obiettivo indefinito, una fuga per la sopravvivenza, scampando all’idea di essere bersaglio, la ricerca di una soluzione, della salvezza.
La “recitazione” del testo è stata pensata per dare quell’idea di freneticità, di angoscia, di fuga, di ricerca di una soluzione da parte di un moribondo (l’uomo) che, comunque, orgasmicamente è legato alla vita.
La musica, quasi in contrasto con l’angoscia della recitazione, è invece la rappresentazione di come la vita attuale viene “affrontata” dalla maggior parte degli uomini, ossia con spirito di adattamento.
Questa, in sostanza e molto brevemente, è l’idea di “target”.
È una palese provocazione, un tentativo di svegliare le coscienze intorpidite. L’urlo finale non è altro che un ultimo tentativo di richiamare l’attenzione. L’idea che l’urlo fosse un urlo femminile riprende il concetto di vita espresso in precedenza. Come se fosse la vita, e non più soltanto UN uomo, a lanciare quell’urlo di disperazione.

Il video è disponibile su youtube.com:
http://www.youtube.com/watch?v=Tu3Z8kSC9C8
Target. (Il testo)

Squaderna.
È una questione di tatto.

La carta.
Trincee di futuro chiamato presente.

I libri.
Fabbriche d’armi di concetto.

Le idee.
Salvare la pelle col sangue d’inchiostro.

Le strategie.
Insegnare a fare il pane ai bambini.

Le battaglie.
Battere monete con l’effige di Latouche.

Le cicatrici.
Insert coin per il prossimo giro di vita.

L’elemosina d’oggi
Squaderna.

con un gesto della mano

di quelli che si facevano una volta

ho disegnato un’arcata labiale

e progettato una campata condivisa

dalla terra sotto le mie unghie

dalla polvere sopra i tuoi sandali

 

io e te

con la benedizione dei sensi

siamo diventati un popolo

parliamo la stessa lingua

portiamo lo stesso nome:

noi

 

con le parole

amore, rispetto, fiducia,

mescolate alle parole

terra, polvere, sangue, sudore,

liquido seminale e mestruale

è un fucinare di mattoni

 

un voler costruire futuro

fatto solo di congiunzioni

una torre dove per salire

si scendono le scale

una babele di lingue

per ritrovarti tra mille rime

 

e baciarti in mezzo ai versi

ed a piccoli morsi perversi

fare pace, fare pane, fare pala-

tale e quale a quella volta

che ho incontrato la tua bocca

un po’ fiaba, un po’ filastrocca